Passa ai contenuti principali

Comune non prova il corretto funzionamento dell'autovelox

I dispositivi vanno sottoposti a verifiche periodiche. Non si considera a scorrimento una strada con fermate bus e cassonetti dei rifiuti

 Multa annullata se il Comune non prova che l'autovelox fosse perfettamente funzionante poco prima dell'accertamento. Per la Corte Costituzionale, infatti, è necessario sottoporre tutti i dispositivi di rilevamento elettronico della velocità a verifiche periodiche che riguardino sia la taratura che la conformità.

Niente multa se il Comune non prova il corretto funzionamento dell'autovelox

I dispositivi vanno sottoposti a verifiche periodiche. Non si considera a scorrimento una strada con fermate bus e cassonetti dei rifiuti

di Lucia Izzo - Multa annullata se il Comune non prova che l'autovelox fosse perfettamente funzionante poco prima dell'accertamento. Per la Corte Costituzionale, infatti, è necessario sottoporre tutti i dispositivi di rilevamento elettronico della velocità a verifiche periodiche che riguardino sia la taratura che la conformità.

Con questa motivazione il Giudice di Pace di Firenze (magistrato onorario Agostino Virzì, sentenza 2361/2016), ha sanzionato l'amministrazione che, a fronte dell'eccezione del trasgressore, non aveva prodotto in giudizio un necessario certificato di conformità dell'autovelox che, precisa il giudice, deve provenire da un ente terzo e non dalla casa produttrice.

Non basta che gli agenti di polizia municipale abbiano verificato che lo strumento fosse regolarmente funzionante al momento in cui ha scaricato le foto delle automobili dei trasgressori che avevano superato il limite di velocità tratto di strada interessato dal rilevamento. 

Non salva l'amministrazione neppure l'aver prodotto in giudizio un certificato recente di taratura dell'autovelox, poichè la Consulta ha dichiarato incostituzionale l'art. 45, comma 6, del Codice della Strada nella parte in cui non prevedeva la necessità di verifiche periodiche sull'efficienza degli strumenti utilizzati per sanzionare l'eccesso di velocità sulle strade.

A tale indirizzo si è altresì adeguata la Corte di Cassazione che, a sua volta, ha imposto ai Comuni di prendere apposite misure per rispettare la norma (per approfondimenti: Autovelox: la Cassazione conferma, senza taratura niente multa). 
In aggiunta, il magistrato onorario, nella vicenda, ha rilevato anche che la strada sulla quale è avvenuto l'accertamento manca delle caratteristiche strutturali necessarie per essere considerata a scorrimento ai sensi dell'art. 2 del Codice della Strada. La normativa, infatti, richiede alcuni requisiti specifici in tal senso, ad esempio la banchina pavimentata a destra e incroci regolati da semafori. 

Non è necessaria alcuna CTU nel caso di specie, ove appare evidente che tali presupposti mancano poichè lungo la carreggiata vi sono anche fermate dell'autobus e cassonetti di rifiuti che escludono che il viale possa appartenere alla categoria "D", trattandosi, piuttosto, di una "strada urbana interquartiere". L'amministrazione paga anche le spese di giudizio.

Commenti

Post popolari in questo blog

Divorzio: niente assegno per chi guadagna più di mille euro

Divorzio: niente assegno per chi guadagna più di mille euro Per il Tribunale di Milano parametro di riferimento per stabilire si vi sia una autosufficienza economica può essere la soglia reddituale prevista per accedere al patrocinio a spese dello Stato Già con la recente sentenza  n.  11504/2017  la Corte di Cassazione aveva (definitivamente?)  abbandonato il criterio del tenore di vita  per stabilire se l'ex coniuge avesse diritto (e in che misura) all' assegno di mantenimento  (Vedi:  Divorzio: la Cassazione dice addio al tenore di vita. Ecco le motivazioni ). La Cassazione aveva dato rilevanza piuttosto al criterio della " indipendenza economica ". Una nuova pronuncia, del Tribunale di Milano, sembra ora aver tirato in ballo un nuovo criterio di valutazione: quello dell'" non autosufficienza economica " che dovrebbe costituire una sorta di perfezionamento del criterio della " indipendenza economica" . Cerchiamo di ricostruire le tappe di qu...

Responsabilità medica: cosa fare prima di agire in giudizio

I pazienti che ritengono di essere stati  vittima di un errore sanitario , prima di procedere con l'azione giudiziaria nei confronti del medico o della struttura sanitaria (o delle loro assicurazioni) devono svolgere alcune indispensabili attività preliminari. Consulenza di parte Innanzitutto è necessario rivolgersi a un medico  specialista del settore  della medicina di interesse per chiedere una consulenza volta a valutare l'effettiva sussistenza di un errore tale da giustificare un risarcimento. La medicina, infatti, non è una scienza esatta e talvolta si tende a imputare all'inadeguato operato del medico una conseguenza di una terapia o di un intervento che, in realtà, non poteva essere evitata o che, comunque, non è imputabile al sanitario. Chiedere la consulenza di uno specialista, eventualmente in affiancamento al proprio avvocato, eviterà quindi di fare un buco nell'acqua. La richiesta di risarcimento Una volta che si è acquisito un valido fondamento per la prop...

Danno alla salute e malattia professionale del lavoratore: le regoledella domanda di risarcimento

Nota di commento alla sentenza della Corte di Cassazione sez. 6 civile n. 7840/2016   La malattia professionale si contrae a causa di lavorazioni alle quali è adibito il lavoratore. Si tratta di una vera e propria aggressione rivolta all'organismo del lavoratore e connessa all'attività svolta, in grado di alterare lo stato di salute ed essere causa di riduzione della capacità lavorativa.  In caso di domanda per il risarcimento del  danno  riguardante una  malattia professionale  proposta dal dipendente nei confronti del datore di lavoro e attinente a inadeguatezza delle condizioni di lavoro, la giurisprudenza ci aiuta a capire quali sono i  criteri  da seguire in giudizio per la prova del fatto e delle conseguenze sulla salute dell'interessato.  In particolare,  lo spunto sul tema viene dalla sentenza n. 7840/2016 della Corte di Cassazione civile.  Una causa passata per i tre gradi di giudizio con domanda di...