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Assegno unico figli: cosa succede in caso di separazione?

L'assegno unico per i figli spetta anche se i genitori sono separati, situazione che ha posto fin da subito degli interrogativi che l'Inps è riuscita a risolvere con la circolare n. 23/2022 e il messaggio n. 1714/2022

Dubbi risolti grazie alla circolare Inps n. 23/2022 (sotto allegata) e al messaggio Inps. n. 1714 del 20 aprile 2022

Assegno unico figli in caso di affidamento congiunto ed esclusivo

La prima disposizione che si preoccupa di disciplinare le modalità di ripartizione dell'assegno unico per i figli è il comma 2 dell'articolo 2 ai sensi del quale si prevede che: "L'assegno di cui all'articolo 1 spetta, nell'interesse del figlio, in parti uguali a chi esercita la responsabilità genitoriale, salvo quanto previsto dall'articolo 6, commi 4 e 5." Commi che fanno riferimento ai casi di affidamento esclusivo, nomina di un tutore e domanda di corresponsione diretta dell'assegno da parte dei figli maggiorenni.


Vediamoli in dettaglio: "4. L'assegno è corrisposto dall'INPS ed è erogato al richiedente ovvero, a richiesta, anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. In caso di affidamento esclusivo, l'assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore o di affidatario ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, l'assegno è riconosciuto nell'interesse esclusivo del tutelato ovvero del minore in affido familiare. 5. I figli maggiorenni di cui all'articolo 2 possono presentare la domanda di cui al comma 1 in sostituzione dei genitori secondo le modalità di cui al presente articolo e richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante."

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Assegno unico figli: cosa succede in caso di separazione?

L'assegno unico per i figli spetta anche se i genitori sono separati, situazione che ha posto fin da subito degli interrogativi che l'Inps è riuscita a risolvere con la circolare n. 23/2022 e il messaggio n. 1714/2022

Assegno unico figli: separazione e divorzio

Istituito l'assegno unico per i figli con il decreto legislativo n. 230/2022, sin dalla sua emanazione sono stati diversi gli interrogativi sulla sua destinazione nel caso in cui la famiglia entri in crisi e vengano avviate le pratiche per la separazione o il divorzio.

Prima di analizzare il provvedimento dell'istituto di previdenza però, vediamo cosa prevede la legge al riguardo.


Assegno unico figli in caso di affidamento congiunto ed esclusivo

La prima disposizione che si preoccupa di disciplinare le modalità di ripartizione dell'assegno unico per i figli è il comma 2 dell'articolo 2 ai sensi del quale si prevede che: "L'assegno di cui all'articolo 1 spetta, nell'interesse del figlio, in parti uguali a chi esercita la responsabilità genitoriale, salvo quanto previsto dall'articolo 6, commi 4 e 5." Commi che fanno riferimento ai casi di affidamento esclusivo, nomina di un tutore e domanda di corresponsione diretta dell'assegno da parte dei figli maggiorenni.

Vediamoli in dettaglio: "4. L'assegno è corrisposto dall'INPS ed è erogato al richiedente ovvero, a richiesta, anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. In caso di affidamento esclusivo, l'assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore o di affidatario ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, l'assegno è riconosciuto nell'interesse esclusivo del tutelato ovvero del minore in affido familiare. 5. I figli maggiorenni di cui all'articolo 2 possono presentare la domanda di cui al comma 1 in sostituzione dei genitori secondo le modalità di cui al presente articolo e richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante."

Assegno unico figli in caso di separazione e divorzio: i chiarimenti Inps

A chiarire molti dei dubbi che ha suscitato l'assegno unico per i figli in caso di separazione e divorzio, in ordine di tempo è la circolare INPS n. 23/2022.

Ecco quindi come funziona l'assegno unico per i figli in caso di separazione o divorzio dei genitori:

  • l'ISEE di riferimento per l'assegno unico, in caso di genitori separati, è quello del nucleo familiare in cui è inserito il figlio beneficiario, non rilevando che il genitore richiedente faccia parte dello stesso nucleo (situazione che si verifica in caso di separazione e divorzio. La legge dispone infatti che ad avanzare la domanda per l'assegno debba essere un genitore o chi esercita la responsabilità genitoriale, non rilevando la convivenza con il figlio.
  • Al momento della presentazione della domanda il genitore richiedente, se seleziona la ripartizione dell'assegno in pari misura a entrambi i genitori, deve indicare i suoi dati di pagamento e quelli dell'altro genitore. Questa opzione può essere esercitata anche dopo aver inoltrato la domanda. In questo caso il pagamento del 50% all'altro genitore decorre a partire dal mese successivo a quello in cui è stata comunicata la scelta all'INPS. La modifica deve essere effettuata accedendo alla domanda che è già stata presentata.
  • Se poi, nonostante l'affidamento condiviso, il giudice stabilisce il collocamento del minore presso il genitore richiedente, si può anche decidere che l'assegno spetti nella misura del 100% al genitore collocatario. Decisione che comunque può essere rimessa in discussione attraverso la modifica della domanda, con divisione dell'assegno nella misura del 50% ciascuno.
  • Il calcolo della "componente familiare", precisato all'articolo 5, comma 4, del dlgs n. 230/2021, distingue i nuclei familiari che comprendono entrambi i genitori, da quelli che comprendono un solo genitore (vedovo, altro genitore che non ha riconosciuto il figlio, genitore allontanato dal nucleo familiare con formale provvedimento). A tale fine, si considera nucleo con entrambi i genitori anche quello in cui è presente un solo genitore e l'altro genitore è separato, divorziato, non convivente.


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