Passa ai contenuti principali

Equitalia: rottamazione anche per il sovraindebitamento

Equitalia: rottamazione anche per il sovraindebitamento

In allegato il modulo e le istruzioni per presentarlo

mongolfiera salva uomini tra montagne concetto salvezza debiti

È stato pubblicato in questi giorni da Equitalia l'apposito modello per aderire alla definizione agevolata delle cartelle "per i carichi che rientrano nelle proposte di accordo o di piano del consumatore". Come disposto, infatti, dal d.l. n. 193/2016 (convertito dalla l. n. 225/2016), potranno aderire alla rottamazione di cartelle e carichi pendenti compresi tra il 2000 e il 2016, anche i contribuenti con carichi riferiti alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento relative ad accordi di composizione della crisi con i creditori e al piano del consumatore.

Anche in tale caso, i contribuenti possono estinguere il debito senza corrispondere sanzioni, interessi di mora, di dilazione e sanzioni aggiuntive ex art. 27, comma 1, d.lgs. n. 46/1999. 

Ai fini dell'adesione alla definizione agevolata il debitore deve compilare dunque l'apposito modulo DA2 (disponibile qui sotto allegato) in ogni sua parte, anche online, stamparlo, firmarlo e inviarlo con le ordinarie modalità fissate da Equitalia: ossia presentarlo presso gli sportelli dell'agente della riscossione o inviarlo telematicamente alla casella mail/pec della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento (http://www.gruppoequitalia.it/equitalia/export/sites/equitalia/.content/files/it/Modulistica/Elenco-caselle-PEC_definizione-agevolata.pdf), unitamente alla copia del documento di identità. 

In tutti gli altri casi dovrà essere utilizzato il modulo DA1 (qui sotto allegato). 

Procedura, scadenze e regole generali

Si ricorda, innanzitutto, che le somme che rientrano nelle definizione agevolata sono tutti i carichi affidati ad Equitalia tra il 2000 ed il 2016.

La scadenza per aderire al condono è stata prorogata al 31 marzo del 2017. Si tratta dell'ultima data utile entro la quale potrà essere presentata istanza per l'accesso, anche con il nuovo modulo DA2. 

Quanto ai soggetti che possono aderire al condono, è importante chiarire che chi aveva carichi pendenti anche vecchi, ma non aveva mai aderito ad una rateazione, o chi aveva carichi pendenti ed era decaduto dalla precedente rateazione entro ottobre 2016, non ha nessun limite per la richiesta di adesione al condono.

Diverso invece il caso di chi aveva in corso una rateazione e non è decaduto dalla stessa. 

In questo ultimo caso infatti Equitalia ha chiarito che, per poter beneficiare della definizione agevolata delle cartelle, è necessario che il contribuente paghi fino all'ultima rata del 2016, ovvero tutte le rate fino al 31 dicembre del 2016.

Nel caso in cui non risultino regolari tutti i pagamenti, il contribuente non potrà usufruire della definizione agevolata.

Nessun limite anche per chi ha un contenzioso in corso con Equitalia.

In questo caso infatti è sufficiente che ci sia una rinuncia espressa al contenzioso in corso o per le cartelle per cui si chiede la rottamazione.

Entro il 31 maggio del 2017 Equitalia comunicherà al contribuente l'ammontare complessivo delle somme dovute e le scadenze delle rate, inviando i bollettini di pagamento. 

In ultimo, è bene ricordare che coloro che sono ammessi alla rateizzazione ma che non rispettano le scadenze previste (la prima entro luglio 2017), non pagando anche una sola rata o pagando in maniera ridotta o in ritardo, perderanno tutti i benefici della definizione agevolata e gli eventuali versamenti fatti verranno acquisiti come acconto dell'importo totale dovuto.

Per approfondimenti, vai alla guida completa sulla rottamazione delel cartelle

http://www.studiocataldi.it/articoli/23926-equitalia-guida-alla-rottamazione-delle-cartelle.asp

Commenti

Post popolari in questo blog

Divorzio: niente assegno per chi guadagna più di mille euro

Divorzio: niente assegno per chi guadagna più di mille euro Per il Tribunale di Milano parametro di riferimento per stabilire si vi sia una autosufficienza economica può essere la soglia reddituale prevista per accedere al patrocinio a spese dello Stato Già con la recente sentenza  n.  11504/2017  la Corte di Cassazione aveva (definitivamente?)  abbandonato il criterio del tenore di vita  per stabilire se l'ex coniuge avesse diritto (e in che misura) all' assegno di mantenimento  (Vedi:  Divorzio: la Cassazione dice addio al tenore di vita. Ecco le motivazioni ). La Cassazione aveva dato rilevanza piuttosto al criterio della " indipendenza economica ". Una nuova pronuncia, del Tribunale di Milano, sembra ora aver tirato in ballo un nuovo criterio di valutazione: quello dell'" non autosufficienza economica " che dovrebbe costituire una sorta di perfezionamento del criterio della " indipendenza economica" . Cerchiamo di ricostruire le tappe di qu...

Cassazione: reato non mantenere i figli indipendentemente dall'età

Per la Cassazione va punito il mero inadempimento degli obblighi stabiliti dal giudice anche verso i maggiorenni, purché economicamente non autonomi Lo ha precisato la Corte di Cassazione, sesta sezione penale, nella sentenza n. 8883/2018 (qui sotto allegata) respingendo il ricorso dell'imputato e confermando la sua condanna per il reato di cui agli artt. 12-sexies della legge n. 898/1970 e 570, secondo comma, del  codice penale . La vicenda Questi aveva ripetutamente  fatto mancare i mezzi di sussistenza al figlio minore , affidato alla madre, omettendo di versare la somma mensile fissata per il mantenimento dal Tribunale con la sentenza di  divorzio .  In Cassazione, l'imputato deduce l'illegittimità della pena applicata avendo la Corte d'appello operato un'errata commistione tra la disciplina di cui agli artt. 570 c.p. e 12-sexies legge cit. nel dare quantificazione alla pena. La difesa sostiene che l'art. 12-sexies cit. operi un richiamo al primo e non al se...

Il divieto di patti successori

  Ai sensi dell'art.  458 del codice civile  è nulla qualsiasi convenzione o accordo con cui si dispone della propria successione. Del pari, è nullo qualsiasi atto con cui si dispone dei diritti che possono spettare su una successione non ancora aperta o si rinunzia ai medesimi.  Pertanto, secondo la norma, novellata dalla l. n. 55/2006, non è possibile stipulare convenzioni con cui un soggetto in vita disciplini la propria successione ovvero disponga di un'eredità altrui.  La ratio del divieto dei patti successori Il  codice civile  vieta tali convenzioni in quanto realizzate in violazione della norma secondo cui l'eredità si devolve per legge o per testamento.  Con tale disposizione, il legislatore ha inteso circoscrivere le modalità di vocazione ereditaria a quelle testamentaria e legittima, escludendo la fonte convenzionale.  Sul divieto di patti successori hanno avuto modo di intervenire sia la dottrina che la giurisprudenza. Per gli int...